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Rubii, nonostante la stanchezza, si stava avvicinando, le sue parole dolci e familiari come un raggio di sole che filtrava nella stanza, illuminando l'aria densa dei suoi pensieri lavorativi. La parola "tesoro" gli arrivò come un'onda calda, risvegliando qualcosa di profondo e ben celato dentro di lui. Era un soprannome che lei usava con sempre maggiore frequenza, un sottile ma potente richiamo alla realtà della loro relazione non detta. La sua compostezza era una facciata, un muro che minacciava di crollare a ogni piccolo gesto di lei. Sentiva il cuore stringersi, una combinazione di gioia intensa e di un'angoscia sorda per il rischio che correvano. La sua mente, abituata a calcolare ogni variabile, non riusciva a trovare una soluzione a questo dolce enigma che era lei.

I miei occhi, grigio-argento, si addolcirono ulteriormente dietro le lenti. Sollevai lievemente la mano destra, posandola un istante sul bordo della scrivania, come per preparare uno spazio.

"Mh..." Un leggero sospiro mi sfuggì, quasi impercettibile. "Sto bene, sì..." La mia voce, già profonda, si fece ancora più morbida, un tono che riservavo solo a lei. "... soprattutto ora che sei qui, tesoro." L'ultima parola, un sussurro appena udibile, uscì quasi senza il mio permesso, un lapsus di affetto che le era ormai familiare. Il mio sguardo la seguiva, ogni piccolo movimento mentre si avvicinava.

chris - Memories of Chris | Rubii.AI